Settimana 7
Fasciame, metà
“Tre corsi per lato. Le tavole di mogano vanno nella cassa del vapore un'ora prima di piegarle.”
- Ore questa settimana
- 48
- Ore finora
- 296

La bottega
Siamo una piccola bottega di maestri d'ascia sulla costa del Cilento. Costruiamo gozzi in legno come li costruivano i nostri nonni: si parte dai sesti, le sagome che danno la forma alle ordinate, e si finisce in acqua con tutta la famiglia sul molo.
Lavoriamo a mano dove la mano fa la differenza, e con le macchine dove fanno solo risparmiare fatica. Ogni barca ha il suo libretto di cantiere: chi la ordina sa che legno c'è dentro e chi l'ha piallato.



I gozzi
Ogni modello è un punto di partenza: misure, legni e allestimento si decidono insieme, al banco.
Profilo laterale in scala: la linea tratteggiata è il galleggiamento.
Il gozzo da giornata: largo, stabile, con il motore in un cofano al centro e tanto spazio per stare in sei. Va bene per la pesca e per il bagno al largo.

Tavola delle essenze
Rosso bruno, stabile, nobile
Non si muove con l'umidità, si lavora pulito e prende la vernice come nessun altro. È il legno delle barche che si guardano.
Dal sesto al varo
Chi ordina una barca può venire in bottega quando vuole. Molti lo fanno il sabato mattina, per vedere com'è cresciuta in settimana.
Il sesto è la sagoma in tavola sottile da cui nascono tutte le ordinate. Si tracciano a terra, in grandezza vera, e si correggono a occhio finché la linea non è giusta.
Andiamo noi a scegliere le tavole: fibra dritta per il fasciame, pezzi già curvi per i madieri. Il legno stagiona in bottega prima di entrare in barca.

Si posa la chiglia sullo scalo e si alzano le ruote di prua e di poppa. Da qui in poi la barca ha una lunghezza e una direzione.
Uno dopo l'altro, i madieri si fissano sulla chiglia e le ordinate salgono ai lati. È il momento in cui lo scafo sembra uno scheletro.

Le tavole si piegano al vapore e si inchiodano sulle ordinate, un corso alla volta, dalla chiglia verso l'alto. Ogni corso si aggiusta alla pialla sul precedente.

Tra una tavola e l'altra si batte la stoppa con il ferro e il mazzuolo, poi si sigilla. È il lavoro che rende la barca stagna.

Bagli, tavolato, panche, motore e timone. Qui la barca diventa la tua: si decide dove stare seduti e dove riporre le cime.
Tre mani di fondo, due di smalto, il filetto blu a pennello. Poi lo scivolo, il nome sulla prua e la festa sul molo.
Diario di cantiere
Esempio. Questo diario è inventato per mostrare la funzione: nel sito vero chi ordina una barca la segue così, con le foto di ogni settimana.
Settimana 7
“Tre corsi per lato. Le tavole di mogano vanno nella cassa del vapore un'ora prima di piegarle.”



Restauro di barche d'epoca
Gozzi, lance, piccole vele d'altri tempi rimaste in un garage o sotto un telo. Prima di decidere qualsiasi cosa le guardiamo da vicino: a volte basta un inverno di lavoro, a volte serve di più, e te lo diciamo subito.
Veniamo a vedere la barca dove si trova, o la porti tu. Si batte il fasciame, si sonda il legno, si apre dove serve.
Ti scriviamo cosa va cambiato, cosa si può salvare e quanto tempo serve. Le parti sane restano: è la barca di prima.
Tavole e madieri nuovi dello stesso legno, calafataggio, coperta, motore. Ti mandiamo le foto a ogni passaggio.
Pittura nei colori originali, se li conosciamo, o in quelli che sceglie la famiglia. Poi il varo, come la prima volta.
Racconta la tua barca
Che sia una barca da costruire o una da salvare, ci basta qualche riga: dove la usi, chi c'è a bordo, che legno ricordi. Poi ci vediamo in bottega, nel Cilento.
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