Vai al contenuto

«Costruiamo una barca alla volta, dal primo sesto al varo.»— il maestro d'ascia

Guarda i gozzi
Prua di una barca in legno con la bitta e una cima avvolta, davanti al mare dorato del tramonto

La bottega

Il madiere è la trave che tiene insieme la barca. Noi abbiamo preso il suo nome.

Siamo una piccola bottega di maestri d'ascia sulla costa del Cilento. Costruiamo gozzi in legno come li costruivano i nostri nonni: si parte dai sesti, le sagome che danno la forma alle ordinate, e si finisce in acqua con tutta la famiglia sul molo.

Lavoriamo a mano dove la mano fa la differenza, e con le macchine dove fanno solo risparmiare fatica. Ogni barca ha il suo libretto di cantiere: chi la ordina sa che legno c'è dentro e chi l'ha piallato.

1
barca alla volta sul cantiere, dall'inizio alla fine
6
legni scelti per quello che devono fare, non per la moda
0
stampi: ogni scafo nasce dai sesti e dalle mani
Due mani piallano un listello di legno, i trucioli si arricciano sul banco
Pialla, scalpello e squadra appoggiati su una tavola, tra i trucioli
Una pialla a mano su un listello chiaro, con i trucioli sparsi sul banco

I gozzi

Quattro barche, disegnate nella stessa scala.

Ogni modello è un punto di partenza: misure, legni e allestimento si decidono insieme, al banco.

Profilo laterale in scala: la linea tratteggiata è il galleggiamento.

Gozzo 7 metri

Il gozzo da giornata: largo, stabile, con il motore in un cofano al centro e tanto spazio per stare in sei. Va bene per la pesca e per il bagno al largo.

Fianco di una barca da pesca tradizionale bianca con il filetto verde e i remi legati, sopra un mare turchese
Lunghezza
7 m
Larghezza
2,40 m
Persone
Fino a 7
Legni
Chiglia in iroko, madieri in rovere, fasciame in mogano, coperta in pino
Motore
Entrobordo diesel da 30 a 55 cavalli
Tempi di costruzione
Circa 7 mesi

Tavola delle essenze

Ogni legno al suo posto. Scegline uno e guarda dove va.

CopertaFasciameMadieri e ordinateChigliaRemi

Mogano

Rosso bruno, stabile, nobile

Non si muove con l'umidità, si lavora pulito e prende la vernice come nessun altro. È il legno delle barche che si guardano.

Dove lo usiamo
Fasciame dei gozzi più fini, tuga del cabinato, capodibanda e finiture a vista.
Peso
circa 550 kg al metro cubo
Nella sezione
FasciameCoperta

Dal sesto al varo

Otto tappe, nessuna scorciatoia.

Chi ordina una barca può venire in bottega quando vuole. Molti lo fanno il sabato mattina, per vedere com'è cresciuta in settimana.

  1. 1

    Il sesto

    Il sesto è la sagoma in tavola sottile da cui nascono tutte le ordinate. Si tracciano a terra, in grandezza vera, e si correggono a occhio finché la linea non è giusta.

  2. 2

    La scelta del legno

    Andiamo noi a scegliere le tavole: fibra dritta per il fasciame, pezzi già curvi per i madieri. Il legno stagiona in bottega prima di entrare in barca.

    Tavole di legno chiaro accatastate in laboratorio
  3. 3

    Chiglia e ruote

    Si posa la chiglia sullo scalo e si alzano le ruote di prua e di poppa. Da qui in poi la barca ha una lunghezza e una direzione.

  4. 4

    Madieri e ordinate

    Uno dopo l'altro, i madieri si fissano sulla chiglia e le ordinate salgono ai lati. È il momento in cui lo scafo sembra uno scheletro.

    Ossatura di una barca in legno in costruzione su una spiaggia: chiglia, ordinate e puntelli, in bianco e nero
  5. 5

    Il fasciame

    Le tavole si piegano al vapore e si inchiodano sulle ordinate, un corso alla volta, dalla chiglia verso l'alto. Ogni corso si aggiusta alla pialla sul precedente.

    Fasciame verniciato di uno scafo in legno appoggiato sull'invaso, sotto una tettoia
  6. 6

    Il calafataggio

    Tra una tavola e l'altra si batte la stoppa con il ferro e il mazzuolo, poi si sigilla. È il lavoro che rende la barca stagna.

    Un uomo lavora con le mani sul fianco di uno scafo in legno, in un cantiere all'aperto
  7. 7

    Coperta e allestimento

    Bagli, tavolato, panche, motore e timone. Qui la barca diventa la tua: si decide dove stare seduti e dove riporre le cime.

  8. 8

    Pittura e varo

    Tre mani di fondo, due di smalto, il filetto blu a pennello. Poi lo scivolo, il nome sulla prua e la festa sul molo.

Diario di cantiere

Scafo 41, un gozzo da sette metri. Settimana per settimana.

Esempio. Questo diario è inventato per mostrare la funzione: nel sito vero chi ordina una barca la segue così, con le foto di ogni settimana.

Settimana 7

Fasciame, metà

“Tre corsi per lato. Le tavole di mogano vanno nella cassa del vapore un'ora prima di piegarle.”

Ore questa settimana
48
Ore finora
296
Avanzamento47%
Una barca in legno appoggiata sull'invaso dentro una rimessa di legno, in bianco e nero
Un uomo seduto ripara il fianco di una barca in legno con mazzuolo e scalpello
Una piccola barca tradizionale naviga con la vela al terzo color ocra su un mare calmo

Restauro di barche d'epoca

La barca del nonno può tornare in acqua.

Gozzi, lance, piccole vele d'altri tempi rimaste in un garage o sotto un telo. Prima di decidere qualsiasi cosa le guardiamo da vicino: a volte basta un inverno di lavoro, a volte serve di più, e te lo diciamo subito.

  1. 01

    La guardiamo insieme

    Veniamo a vedere la barca dove si trova, o la porti tu. Si batte il fasciame, si sonda il legno, si apre dove serve.

  2. 02

    Il libretto del restauro

    Ti scriviamo cosa va cambiato, cosa si può salvare e quanto tempo serve. Le parti sane restano: è la barca di prima.

  3. 03

    Il lavoro in bottega

    Tavole e madieri nuovi dello stesso legno, calafataggio, coperta, motore. Ti mandiamo le foto a ogni passaggio.

  4. 04

    Di nuovo in mare

    Pittura nei colori originali, se li conosciamo, o in quelli che sceglie la famiglia. Poi il varo, come la prima volta.

Raccontaci la tua barca

Racconta la tua barca

Scrivici com'è, o come la sogni.

Che sia una barca da costruire o una da salvare, ci basta qualche riga: dove la usi, chi c'è a bordo, che legno ricordi. Poi ci vediamo in bottega, nel Cilento.

Questo è un sito dimostrativo: il modulo funziona, ma non invia nulla.

Di cosa si tratta

Nome ed email sono obbligatori.