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Casa a due piani in mattone, larice e pannelli scuri tra alti pini, con un prato davanti

Tiralinee, studio di architettura di Ilario Brevi a Milano

Casa nella pineta Brughiera varesina, 2023

Entra nel progetto

01Tre lavori

Un appartamento al buio, un padiglione sull'acqua, una casa nera.

  1. Una lama di luce verticale tra due pareti scure che si allunga sul pavimento

    2024 Milano, casa di ringhiera

    Casa in ombra

    Il bianco, a nord, diventa grigio. Il grigio scelto resta grigio.

    Il progetto: Casa in ombra
  2. Padiglione bianco a cornice posato su uno specchio d'acqua, con una passerella di lastre

    2022 Lomellina, tra le risaie

    Padiglione d'acqua

    Una stanza con due pareti sole, e le altre due fatte di paesaggio.

    Il progetto: Padiglione d'acqua
  3. Piccola casa in legno nero con il tetto a falde inclinate davanti a un bosco

    2019 Valsassina

    Casa nera

    La luce da nord non cambia durante il giorno: è quella che chiede chi disegna.

    Il progetto: Casa nera

03Dal tavolo

Prima la matita, poi tutto il resto

Ogni progetto comincia su un foglio di lucido in scala 1:50. Questa è la pianta della Casa in ombra: le stanze in fila della casa di ringhiera restano dove erano, cambia solo quello che è segnato in rosso.

Leggi il progetto: Casa in ombra
CORTILEBALLATOIO12345678904 m

Tav. 04 — Pianta, stato di progettoscala grafica

  1. 1. Ingresso dal ballatoio
  2. 2. Cucina
  3. 3. Bagno
  4. 4. Armadi e lavanderia
  5. 5. Sala da pranzo
  6. 6. Soggiorno
  7. 7. Camera
  8. 8. Corridoio
  9. 9. Taglio di luce nel muro portante, 14 cm

04Scritti

Quattro note sul modo di progettare

Brevi, scritte a margine dei progetti. Servono a chi pensa di affidarci una casa per capire, prima di incontrarci, come ragioniamo.

01 · gennaio 2024

Disegnare a mano, ancora

Ogni progetto dello studio comincia su un foglio di carta da lucido, in scala uno a cinquanta, con una matita e un righello. Non per nostalgia: a mano non si può disegnare un muro senza decidere quanto è spesso, e non si può copiare una stanza da un altro progetto.

Il computer arriva dopo, quando le decisioni sono prese e serve precisione. Prima serve lentezza: il tempo che la mano impiega a tirare una linea è lo stesso che serve per chiedersi se quella linea deve esserci.

— I. B.

02 · settembre 2022

L'ombra è un materiale

Ci chiedono spesso più luce. Quasi mai ci chiedono un'ombra buona, eppure è quella che rende una stanza abitabile alle quattro di un pomeriggio di luglio, o raccolta una sera di novembre.

Un'ombra si progetta come un muro: ha una profondità, un bordo netto o sfumato, un colore. Un davanzale profondo trenta centimetri fa un'ombra diversa da uno di dieci. Noi la disegniamo, in pianta e in sezione, ora per ora.

— I. B.

03 · maggio 2021

Un albero vale una stanza

Quando un lotto ha un albero di cinquant'anni, quell'albero è il pezzo più costoso del progetto: nessun budget lo può ricomprare. Per questo lo rileviamo per primo, con le sue radici, prima ancora dei confini.

È capitato di spostare una fondazione, di piegare un muro, di rinunciare a una stanza. Non ce ne siamo mai pentiti, e nemmeno i committenti.

— I. B.

04 · febbraio 2020

Decidere tardi le cose piccole

Una maniglia, il colore di una fuga, l'altezza di un interruttore: sono decisioni che si prendono meglio in cantiere, con il muro davanti e la luce vera. Le lasciamo aperte fino all'ultimo momento utile, e lo diciamo dal primo giorno.

Le cose grandi invece si fissano presto e non si toccano più: la posizione dei muri, le altezze, le aperture. Un progetto tiene se le scelte grandi sono ferme e quelle piccole restano vive.

— I. B.

05Lo studio

Ilario Brevi, architetto

Il tiralinee: due lame d'acciaio e una vite che regola lo spessore della linea.

Nato a Lecco nel 1976, laureato in architettura a Milano nel 2002. Ha lavorato dieci anni in uno studio milanese di case e interni, poi tre in Svizzera tedesca, in uno studio che costruiva quasi solo in legno: lì ha imparato a disegnare un nodo prima di disegnare una facciata.

Nel 2014 apre Tiralinee in un ex laboratorio di legatoria a Milano. Il nome viene dallo strumento con cui si tiravano le linee a china prima dei computer: lo studio disegna ancora a mano la prima versione di ogni progetto.

Siamo in quattro e prendiamo quattro o cinque incarichi l'anno, quasi sempre per privati: case nuove, ristrutturazioni, piccoli edifici. Ogni progetto è seguito dall'inizio alla fine dalle stesse persone.

  • Ilario Breviarchitetto, fondatorenello studio dal 2014
  • Marta Oldaniarchitetta, progetto e cantierinello studio dal 2016
  • Nicola Ferrandiarchitetto, disegni e modellinello studio dal 2018
  • Agnese Tavecchioamministrazione e pratichenello studio dal 2019

Come si lavora con lo studio

  1. 01

    Sopralluogo

    una mattina

    Il primo incontro è sempre sul posto: il luogo, la luce, gli alberi, i vicini. Si parla di cosa serve, non ancora di forme.

  2. 02

    Rilievo e idea

    4–6 settimane

    Rilievo completo, poi due o tre schizzi a mano e un modello di cartone. Si sceglie una sola strada.

  3. 03

    Progetto

    2–4 mesi

    Piante, sezioni, materiali campionati dal vero, le pratiche. Il costo si stima per voci, non a metro quadro.

  4. 04

    Cantiere

    quanto serve

    Direzione dei lavori con una visita a settimana e un verbale scritto ogni volta. Le cose piccole si decidono lì.

  5. 05

    Dopo

    un anno

    Torniamo dopo un inverno e un'estate: si sistemano le cose che solo l'uso fa vedere.

06Contatti

Raccontaci il luogo

Bastano poche righe: dov'è, cosa c'è oggi, cosa vorresti che diventasse. Rispondiamo entro una settimana, anche quando il lavoro non fa per noi, e in quel caso proviamo a dire a chi rivolgersi.

Lo studio è a Milano e lavora soprattutto in Lombardia e nelle valli alpine. Si riceve su appuntamento.

Dove
Milano
Incarichi
4–5 l'anno

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